interventi
Il dott Raso Mario esegue una visita specialistica per poter valutare le reali indicazioni e controindicazioni all'eventuale trattamento medico o chirurgico e le condizioni cliniche generali della o del paziente .
I costi dell'intervento comprendono la terapia medica o chirurgica , le successive medicazioni e le visite di controllo per i seguenti 5 anni
- interventi
- VISO
- OCCHI
- NASO
- CAPELLI
- ORECCHIE
- LIPOSUZIONE
- SENO
- ADDOME
- MANO
- MEDICINA ESTETICA
- LASER
- DERMOCHIRURGIA
- PIEDE DIABETICO
- ULCERE CUTANEE
Interventi
VISO - Viso Prima del intervento
- Lifting Facciale Parte 1
- Lifting Facciale Parte 2
- Lifting Facciale Parte 3
- Lifting Facciale Parte 4
- Lifting Facciale - Risultato
LIFTING DEL VISO , DEL COLLO,DELLA FRONTE
Lo scopo di questo intervento di chirurgia estetica è di contrastare l’eccesso di tessuti molli causato dalla distensione e dall’assente elasticità della pelle, dal cedimento della muscolatura mimica verso il basso e dall’atrofia dei tessuti muscolo-scheletrici (tempie, mascellari, mandibola), tutti fenomeni collegati all’età e alla forza di gravità.
Tecniche di chirurgia plastica estetica:
- Lifting sottocutaneo cervicofacciale: il chirurgo plastico estetico esegue uno scollamento sottocutaneo ampio, esteso ai solchi tra naso e guancia e nell’area vicino al mento, sospensione dello strato muscolofasciale, sintesi dei muscoli platisma nel collo.
- Lifting profondo cervicofacciale: due scollamenti (sottocutaneo e muscolofasciale); elevazione della fascia sopra la parotide includendo inferiormente il muscolo platisma che viene ancorato superiormente sullo zigomo e posteriormente nel collo.
- Lifting composito: scollamento profondo ampio, supera la parotide e giunge ai muscoli mimici zigomatici.
- Lifting temporale (frontale): incisione solamente nella tempia tra i capelli e scollamento verso fronte, orbita e zigomo. Solleva il sopracciglio e l’angolo esterno dell’occhio (minilifting con incisione ridottissima) ed i tessuti molli sopra lo zigomo.
- Minilifting orbito-zigomatico: incisione lunga la medesima linea di una blefaroplastica inferiore con un'’estensione maggiore (di 1,5 cm) sulla periorbita esterna. Scollamento a livello del muscolo orbicolare. Ringiovanisce l'’estetica della regione zigomatica fino alla piega naso-geniena e labio-geniena - quella piega della pelle che compare con l’'età vicino al medesimo solco che nelle fasi iniziali beneficia del trattamento con fillers tipo acido ialuronico.
- Minilifting mento : il chirurgo plastico estetico esegue una incisione ridotta orizzontale sotto il mento, liposuzione per doppio mento ed uno stiramento per sutura dei bordi anteriori dei muscoli platisma.
- Lifting frontale: incisione lungo l'’attaccatura dei capelli se la fronte è bassa oppure tra i capelli, prolungata nelle tempie, scollamento sotto il muscolo frontale, resezione dei tessuti in eccesso. In alternativa il chirurgo plastico può eseguire un'incisione centrale ridotta tra i capelli ed ampio scollamento anteriore e posteriore + incisioni del muscolo frontale. Eleva le sopracciglia e riduce i solchi prodotti dai muscoli corrugatori.
Inoltre è possibile eseguire una LIPOSUZIONE del mento
Altra procedura chirurgica nelle mani del chirurgo plastico estetico è il Lipofilling e lipostruttura (autotrapianto di grasso) dove il grasso viene prelevato da aree del corpo quali fianchi od addome e reimpiantato nelle aree del viso carenti
LABBRA
Aumento e modellamento delle labbra (cheiloplastica):
Lo scopo di questo intervento di chirurgia estetica è quello di aumentare il volume e di modellare la forma delle labbra (superiore e inferiore).
Al chirurgo plastico estetico meno frequentemente è richiesta una riduzione di volume oppure la correzione di postumi cicatriziali dopo traumi o interventi chirurgici.Il riempimento può essere effettuato con materiali iniettabili, biocompatibili, idealmente inerti, biodegradabili o permanenti, non rilascianti nel tempo sostanze tossiche per i tessuti organici.
I cosiddetti “filler materials” sono:
riassorbibili (acido ialuronico e collagene, il primo con il vantaggio di essere anallergico, vantaggio acquisito per il collagene solamente di recente con l’ultima generazione innovativa), ripetibili nel tempo, impiantabili superficialmente nel derma, utilizzati per riempire solchi e labbra ed in grado di attenuare le rughe d’'espressione e senili con un ulteriore effetto tonificante e ristrutturante per la pelle, senza complicanze tardive.
Esempio dell' Intervento
OCCHI BLEFAROPLASTICA SUPERIORE ED INFERIORE (palpebre e borse)
Lo scopo di questo intervento di chirurgia estetica è quello di eliminare la pelle delle palpebre e modellare il grasso orbitario in eccesso (borse), eventualmente elevando “l’'angolo esterno dell’'occhio” (cantopessi).
L’'effetto di una classica blefaroplastica viene di gran lunga potenziato allorquando si decida di effettuare un minilifting, detto lifting orbitozigomatico:in questo caso il chirurgo plastico esegue un'’incisione più estesa sulla zona laterale della regione periorbitaria.In molti casi le borse delle palpebre inferiori non recidivano, ma con il passare del tempo la cute diventa lassa, più ridondante e potrebbe assere necessario in un tempo variabile tra i 5- 10 anni successivi, un'ulteriore riduzione della cute. L'operazione di blefaroplastica richiede circa due ore e viene effettuata in anestesia locale con sedazione in regime ambulatoriale
Il chirurgo plastico quindi può eseguire una
- Correzione delle palpebre superiori
- Correzione delle palpebre inferiori
- Sospensione del canto esterno (cantopessi)
Se desiderate maggiori informazioni visitate il sito della S.I.C.P.R.E.
(Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica): www.sicpre.org
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- Blefaroplastica Prima
- Blefaroplastica prima 2
- Blefaroplastica Prima 3
- Blefaro-Con o senza anestesia
- Blefaroplastica intervento 1
- Blefaroplastica risultato
Esempio dell' Intervento
CAPELLI AUTOTRAPIANTO DI CAPELLI
L'intervento viene eseguito ambulatorialmente.
Il numero di capelli che si può trapiantare con questa tecnica e' variabile: dipende dalla quantità di bulbi presente per ogni isola donatrice, le condizioni generali e locali, l'età del paziente, il numero di sedute previste in relazione all'evoluzione della calvizie. dterminano il numero di capelli che può essere trapiantato
La crescita dei capelli autotrapiantati avviene in tempi variabili da 3 a 6 mesi e il numero dei capelli non corrisponde esattamente al numero di bulbi trapiantati, ma sarà inferiore ad esso. Inoltre il risultato varierà in relazione al tipo di capelli del paziente.Ovviamente in base al tipo di capelli del paziente il risultato potrà variare dato che i capelli ricci daranno un risultato migliore dei capelli lisci, i capelli fini rispetto ai quelli grossi, i capelli chiari rispetto a quelli scuri. Il risultato sarà inoltre in relazione alla foltezza in capelli della zona donatrice.
Tecniche dell'intervento :
L'intervento è diviso in 2 parti: Il Prelievo di capelli e il successivo Innesto degli stessi nella zona calva.
1) Il prelievo consiste nell'asportazione di una sottile striscia di cuoio capelluto dalla regione occipitale (sopra la nuca, dove i capelli non cadono mai). La zona del prelievo viene poi suturata. Questa metodica comporta una cicatrice che verrà nascosta dalla ricrescita dei capelli. Questa fase di prelievo dura circa 15 -20 minuti.
La striscia di cuoio capelluto prelevata viene divisa in tante "fettine" sottilissime (Slivering). Questa fase molto delicata di taglio si esegue al microscopio per non danneggiare i delicati bulbi. Le "fettine" vengono ulteriormente divise in piccole unità contenenti uno, due o tre capelli al massimo.
2) Gli innesti follicolari devono avere dimensioni molto precise in base alle esigenze personalizzate del singolo caso e vengono manipolati al microscopio per non danneggiarli e mantenerne intatta la vitalità. I microinnesti di capelli, opportunamente preparati, vengono inseriti in piccolissime incisioni che vengono fatte sul cuoio capelluto nelle aree da trapiantare.
Questa è una fase chiave dell'intervento: in questo momento, infatti, stabiliamo la densità necessaria di ciascuna area, l'inclinazione del capello e la dimensione delle microincisioni in rapporto al tipo di innesto che sarà poi posizionato nel loro interno.
La fase di impianto ed il posizionamento degli innesti richiede esperienza e concentrazione.
Per ottenere un buon risultato è sufficiente trapiantare dai 1000 ai 1500 per una piccola area di rinfoltimento
Il problema della calvizie maggiormente diffuso tra gli uomini è comunque un problema che puo' riguardare se pur in numero inferiore anche le donne. La tecnica applicata è la medesima è consente di elimare la cosidetta "alopecia androgenetica" piu' comunemente detta calvizie.
E' possibile effettuare un'azione globale di infoltimento capelli oppure agire solo in determinate aree dove il diradaramento è maggiore come ad esempio le stempiature frontali.
Inoltre per evitare la caduta dei capelli è consigliato l'uso di lozioni che mantegano curata e igienizzata la cute del cuoio cappelluto
RIDUZIONE TONSURALE O SCALP REDUCTION
Nel caso di calvizie limitata alla sommità della testa e non troppo estesa una tecnica utilizzabile è quella della riduzione tonsurale, detta anche scalp reduction. Si tratta di eliminare per asportazione la pelle dell’area priva di capelli avvicinando i bordi della ferita fino a coprire l’area calva. Devono esistere tre condizioni fondamentali per poter ipotizzare una riduzione tonsurale:
-limitata dimensione della zona calva ,
-deve essere a livello della sommità della testa
-assenza di dermatosi in atto
la riduzione tonsurale avviene solitamente in anestesia locale ed i punti vengono rimossi dopo pochi giorni. L'’intervento avviene in varie fasi, sostanzialmente una prima fase di asportazione della pelle calva, una seconda di scollamento del cuoio capelluto e, dopo un periodo di trazione, una terza fase di avvicinamento dei lembi. I risultati possono essere buoni per alcuni tipi di alopecia.
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PRIMA -
DOPO 1 SEDUTA -
DOPO 2 SEDUTE
LIPOSUZIONE Scopo della liposuzione è quello di correggere gli accumuli di grasso che resistono alle diete modellando il profilo corporeo in modo da ricreare convessità e concavità esteticamente gradevoli.
L'’aspirazione del grasso in eccesso, denominata lipoaspirazione o liposuzione, deve servire ad eliminare i “cuscinetti adiposi” costituzionalmente difficili da ridurre con dieta e palestra o esclusivamente con trattamenti medici.
Pazienti ideali: buona elasticità della pelle senza smagliature, età < 35-40, senza problemi vascolari, non fumatori, scarso sovrappeso, dieta già effettuata. Con la liposuzione è possibile eliminare gli accumuli di tessuto adiposo (grasso e cellulite) in modo definitivo, modellando e rendendo più armonico il corpo.
La liposuzione può essere eseguita in anestesia locale con sedazione ed in day-hospital, se si trattano poche o piccole zone del corpo, oppure in anestesia generale o in anestesia peridurale (e quindi con ricovero di un giorno) se l’intervento riguarda contemporaneamente più zone del corpo con massa adiposa elevata.
Si praticano una o due piccole incisioni cutanee di meno di un centimetro in vicinanza delle zone da trattare chirurgicamente, e con delle cannule molto piccole si aspira il tessuto adiposo in eccesso.
Alla fine dell'’intervento viene fatta indossare una guaina (fatta su misura precedentemente) per 30 giorni in modo che vi sia una retrazione dei tessuti migliore e si evitino inestetismi cutanei come le ondulazioni cutanee.
I pazienti dovranno prendere antibiotici ed antinfiammatori per 7 giorni e le pazienti dovranno sospendere la pillola un mese prima dell’'intervento.
Il dolore è minimo, un senso di bruciore per due o tre giorni e può comparire un edema degli arti inferiori per alcuni giorni.
L’'attività lavorativa può essere ripresa dopo 3-4 giorni, quella sportiva dopo un mese.
Vi saranno delle ecchimosi per 20 giorni circa, il risultato definitivo si ottiene dopo 4 mesi dall’'intervento.
I risultati dipendono anche dalla qualità e grado di retrazione del derma del paziente.
Si possono perdere sino a tre taglie, e la soluzione è definitiva in quanto il tessuto adiposo non si rigenera.
Per maggiori informazioni sugli interventi potete visitare il sito della SICPRE
(Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica).
- Liposuzione Prima
- Liposuzione Tipi D'intervento
- Liposuzione Intervento 1
- Liposuzione Post-intervento
Esempio dell' Intervento
SENO - AUMENTO DEL SENO
- RIDUZIONE DEL SENO
- MASTOPESSI
- CAPEZZOLO INTROFLESSO
- ALTRE PATOLOGIE DELLA MAMMELLA
AUMENTO DEL SENO Mastoplastica addittiva con protesi :
Lo scopo di questo intervento di chirurgia estetica è quello di ottenere un aumento di volume delle mammelle (seno) migliorandone la forma e la simmetria impiegando materiale protesico nelle donne con mammelle (seno) assenti o piccole, con mammelle rilassate e cadenti a causa dell’ età, di perdite di peso o di gravidanze.
Tecniche di chirurgia plastica estetica per mastoplastica additiva:
1. Impianto sottoghiandolare
La tasca contenente la protesi si trova tra la ghiandola mammaria ed il muscolo grande pettorale, consente al chirurgo plastico estetico di proiettare la parte centrale e riempire il polo inferiore della mammella (seno) più adeguatamente specialmente quando è presente un eccesso di pelle ed il seno è rilassato.
2. Impianto sottomuscolare
in questa metodica di chirurgia estetica la tasca contenente la protesi si trova sotto il muscolo grande pettorale per due terzi, consente di nascondere meglio la protesi specialmente il profilo superiore in donne con uno sottile strato di cute e grasso, può facilitare la lettura di mammografie con protesi radio-opache.
Se desiderate maggiori informazioni visitate il sito della S.I.C.P.R.E. (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica): www.sicpre.org
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RIDUZIONE DEL SENO Mastoplastica riduttiva :
- L’ intervento chirurgico prevede la riduzione di una mammella grande e cadente sgravando la donna da un peso eccessivo che in caso di gigantomastia compromette perfino la stabilità della colonna vertebrale. Non solo l’aspetto esteriore del proprio corpo ma anche lo stato psicologico ne beneficia, sia in una donna giovane che anziana.L'intervento di mastoplastca riduttiva produce inoltre la riduzione di sintomi quali dolore, senso di fastidio alle mammelle, alle spalle, al collo, ed alla colonna vertebrale dovuti all'eccessivo volume e peso del seno.
Tecniche di mastoplastica riduttiva:
Esistono differenti tecniche di rimodellamento che differiscono fra loro per la scelta del peduncolo dermoghiandolare vascolarizzato portante il complesso areola-capezzolo e per il disegno delle incisioni sulla pelle.
I vari tipi di incisione e la loro estensione dipendono dalla quantità di ghiandola mammaria che deve essere rimossa.
- Peduncolo dermoghiandolare:
a base superiore, a base inferiore, centrale, a doppio peduncolo, etc. Cambia in funzione della grandezza della mammella, di quali porzioni di pelle, grasso e ghiandola devono essere ridotte, della distanza tra la nuova posizione del capezzolo e quella pre-intervento.
MASTOPESSI Mastopessi (sollevamento del seno):
Lo scopo di questo intervento di chirurgia estetica ha lo scolo di ridare forma, proiezione e pienezza a mammelle (seno) appiattite, cadenti e svuotate da dimagramenti e atrofie di varia natura, senza aumentarne il volume ma ridistribuendo quello esistente ed elevando il complesso areola-capezzolo al di sopra del solco sottomammario.
Tecniche di Mastopessi :
Esistono tantissime tecniche di chirurgia estetica che prevedono tale rimodellamento .Esse differiscono fra loro per la scelta del peduncolo dermoghiandolare portante il complesso areola-capezzolo e per il disegno delle incisioni sulla pelle:
Peduncolo dermoghiandolare vascolarizzato a base superiore, a base inferiore, centrale, a doppio peduncolo, etc.
Cambia in funzione del grado di protesi mammaria, della disposizione della pelle eccedente da ridurre, della proiezione ed altezza ricercate con l’operazione ed anche dell’esperienza specifica del chirurgo.
CAPEZZOLO INTROFLESSO Capezzolo introflesso
introflessione del capezzolo di grado variabile, che può causare problemi psicologici, oltre a ostacolare la normale igiene e l’allattamento.
le tecniche possibili si differenziano per:
a) mantenimento integrità dotti galattofori
b) sezione dei dotti galattofori
a) le tecniche che si propongono di non interrompere i dotti galattofori, allo scopo di mantenere la possibilità di allattare, sono caratterizzate da imprevedibilità del risultato e alta possibilità di recidiva del difetto.
b) le tecniche che correggono il difetto agendo sulla causa (sezione dei dotti galattofori terminali retratti e del tessuto fibroso circostante in modo da permettere una libera estroflessione del capezzolo, punti di sutura interni per mantenere stabile l’estroflessione), accettano l’'impossibilità di allattare, del resto già insita nel difetto, ma permettono una maggiore prevedibilità e stabilità di risultato.
ALTRE PATOLOGIE DELLA MAMMELLA Correzione delle asimmetrie e delle malformazioni mammarie
- Chirurgia ricostruttiva dopo quadrantectomia o mastectomia
-GINECOMASTIA (mammella voluminosa nel maschio)
distinzione tra la cosiddetta "ginecomastia vera", ossia la vera e propria ipertrofia della ghiandola mammaria e la "pseudoginecomastia" o "adipomastia" in cui l'aumento volumetrico della mammella è sostenuto da un anomalo accumulo di tessuto adiposo.
Le cause responsabili della ginecomastia sono molteplici ed in alcuni casi controverse: influenze di tipo ormonale ( deficit di testosterone, eccessiva produzione di estrogeni, etc) a volte legate a preesistenti patologie endocrine o tumorali; anomalie della differenziazione sessuale, prolungate terapie con alcuni farmaci, oppure un eccessivo accumulo di grasso mammario non sempre sostenuto da un eziologia certa.
L'incidenza dei casi di ginecomastia si riscontra spesso in età puberale anche se in questo caso la condizione è spesso reversibile e pertanto non necessita di trattamento chirurgico.
In altri casi ,circa il 40%, la ginecomastia si manifesta in età adulta molto spesso con notevole implicazione sulla vita di relazione del soggetto che ne è affetto.
Particolare attenzione va posta poi ai casi in cui si verifica, nel adulto, un aumento unilaterale della ghiandola mammaria, condizione che spesso pone il sospetto di malignità.
Da quanto detto si evince come il paziente affetto da ginecomastia debba essere inquadrato in un'ottica multidisciplinare, quindi oltre al chirurgo plastico che si occuperà della correzione chirurgica di tale patologia necessiterà l'aiuto di uno specialista endocrinologo e di uno psicologo.
Clinicamente la classificazione della ginecomastia proposta da Simon nel 1973 appare ancora oggi valida:
I grado- minimo aumento di volume della ghiandola; clinicamente visibile il rilievo mammario.
IIa grado - modesto aumento del volume ghiandolare, clinicamente molto accentuato il rilievo mammario.
IIb grado - aumento del volume ghiandolare, con eccesso cutaneo.
III grado- marcato aumento del volume ghiandolare; notevole eccesso cutaneo che configura una ptosi di vario grado.
Questa classificazione clinica tiene conto della dimensione della ghiandola e del grado di eccesso cutaneo, informazioni che vanno completate da alcune indagini strumentali come l'ecotomografia mammaria, la mammografia, la RNM oltre ad uno studio metabolico ed endocrinologico.
Il trattamento chirurgico della ginecomastia persegue principalmente due obiettivi: il rimodellamento estetico e funzionale della regione mammaria, l'esito cicatriziale meno evidente possibile.
L'approccio del chirurgo operatore nei confronti di un paziente con ginecomastia dipende come già detto dall'età dello stesso, perciò si attuerà una "tattica d'attesa" per i soggetti più giovani mentre si può procedere nei pazienti adulti
Le numerose tecniche chirurgiche consistono fondalmentalmente nella asportazione della ghiandola mammaria nei casi di ipertrofia, e nel trattamento combinato mastectomia-liposuzione ove ci sia una forte componente adiposa associata all'ipertrofia mammaria.
Appare chiaro come l'esame istologico della ghiandola mammaria risulti fondamentale per poter escludere eventuali patologie tumorali.
Nei casi di pseudoginecomastia invece, si effettua la liposuzione, procedura che fornisce brillanti risultati senza essere eccessivamente traumatica per il paziente.
Nel post-operatorio è buona norma applicare drenaggi in aspirazione per circa 48 ore ed apporre un bendaggio elastico compressivo per 4-5 giorni oltre ad un'accurata terapia antibiotica.
La qualità dei risultati poggia nella corretta scelta dell'indicazione all'intervento, in rapporto al grado di ginecomastia, e nella esecuzione scrupolosa della tecnica.
Tra le complicanze immediate, comuni a qualsiasi intervento chirurgico, troviamo: sieroma, ematoma, infezione, etc., tra le complicanze a distanza: asimmetria, un esito cicatriziale molto evidente o un introflessione del complesso areola-capezzolo
Se desiderate maggiori informazioni visitate il sito della S.I.C.P.R.E. (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica): www.sicpre.org
ADDOME Lo scopo di questo intervento di chirurgia plastica estetica noto come addominoplastica è quello di ridurre le eccedenze di pelle, grasso e smagliature di un addome cadente, pendulo, o grasso appiattendo il profilo corporeo e snellendo i fianchi con riduzione del girovita.
Rimettere in tensione e rimodellare la parete addominale flaccida e rilassata.
E’ possibile modellare le aree non raggiunte dall’addominoplastica grazie alla lipoaspirazione , liposuzione.
Contemporaneamente, nella donna, essendo comuni le cause di inestetismo (età, perdita di peso, forte dimagramento dopo dieta e gravidanza) il chirurgo estetico può effettuare un rimodellamento delle mammelle per ridurre o sollevarle con tecniche note di mastopessi o di mastoplastica riduttiva.
Addominoplastica:
disegno dell’incisione addominale regolabile in funzione di uno slip più o meno sgambato, in parte simile a quella da parto cesareo allungata obliquamente verso le spine iliache, scollamento sottocutaneo ampio – l’ombelico viene inciso – sino alle arcate costali. Eliminazione della pelle e del grasso tra ombelico e pube. Controllo funzionalità della parete muscolare e sua eventuale correzione (diastasi muscoli retti, rilassamento muscoli obliqui sui fianchi). Scorrimento del mantello cutaneo inferiormente e chiusura della ferita chirurgica.
Mini addominoplastica:
I: incisione orizzontale sopra il pube come da parto cesareo, scollamento fino all’ombelico senza inciderlo, lipoaspirazione del grasso (liposuzione) in eccesso di tutto l’addome, eliminazione della pelle in eccesso e chiusura della ferita. Adatta a persone con modica “pancetta” e con pelle ancora elastica.
II: incisione solo intorno l’ombelico, scollamento superiore ed inferiore, correzione di diastasi muscoli retti o di ernia ombelicale, lipoaspirazione (liposuzione) ai fianchi, riduzione modesta della pelle in eccesso intorno l’ombelico.
Altre procedure chirurgiche abbinabili all’ addominoplastica sono:
- Chirurgia degli sventramenti e dei laparoceli addominali
- Liposuzione dell’ addome, del dorso e dei fianchi
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DOPO
- Addominoplastica Prima
- Addominoplastica prima 2
- Addominoplastica Intervento
- Addominoplast post intervento
Esempio dell' Intervento
MEDICINA ESTETICA RUGHE
Iniezioni (fillers) b-resurfacing chimico o laser
ACNE
Trattamento con acido glicolico
MACCHIE
Exeresi chirurgica con esame istologico – crioterapia, laserterapia, peeleng chimici
BOTULINO autorizzato dal Ministero Della Salute per il trattamento delle rughe e dell'
IPERIDROSI:la terapia consiste nell'effettuazione di molteplici iniezioni, tramite sottilissimi aghi intradermici con minime quantità di tossina, in modo da trattare uniformemente la superficie interessata dal fenomeno, l'efficacia delle infiltrazioni si manifesta dopo due o tre giorni ed in genere perdura per 6–8 mesi. In seguito la sudorazione si ripresenterà, all'inizio in modo lieve, aumentando poi molto lentamente. In molti casi anche dopo un anno non viene raggiunto il livello di iperidrosi iniziale.
L'iperidrosi palmo-plantare, in oltre il 30% dei casi, non risponde adeguatamente alle iniezioni di Tossina Botulinica. In queste sedi trova indicazione la terapia con la Luce Pulsata Intensificata (IPL), soprattutto nei pazienti botulino-resistenti.
Il dott Mario RASO tratta il contorno del viso e labbra con materiale riassorbibile altamente affidabile come l’'acido ialuronico in varie formulazioni a seconda dell’esigenza del paziente.
Per variazioni volumetriche importanti, contorno del viso e depressioni marcate, utilizza il trapianto autologo del grasso (lipofilling secondo Colleman) con risultati soddisfacenti.
Le labbra sicuramente rappresentano uno dei simboli di seduzione femminile e labbra giovani sono labbra turgide, carnose e ben delineate.
Le rughe della zona della bocca sono tra quelle meno accettate da donne e uomini, perché, molto più che le zampe di gallina e le rughe frontali, danno un aspetto invecchiato al viso. Frequenti sono le rughe del fumatore, a raggiera attorno alla bocca e le piccole fessure che assumono le labbra non più carnose che hanno perso parte del volume.
Piccoli solchi ai lati della bocca che si fondono con il sorriso, denotando l'inarrestabile corso del tempo.
I difetti del distretto periorale possono essere difetti volumetrici che possono riguardare le labbra,i solchi naso-labio-genieni e la regione mentoniera.
Le moderne tecnologie hanno permesso di attenuare queste problematiche con metodiche sicure per il paziente e di nulla o breve convalescenza.
Con il termine filler letteralmente tradotto dall’inglese “to fill (riempire)” si intendono le sostanze che reintegrano i volumi e possono essere utilizzate mediante differenti tecniche di iniezione per fini estetici.
Il filler più utilizzato e raccomandato è l’acido ialuronico reticolato.
Gli acidi ialuronici di ultima generazione hanno un tempo di riassorbimento più lungo e la loro durata va dagli 8 ai 12 mesi, inoltre sono associati ad anestetici locali che diminuiscono il dolore provocato dalle punture.
L’ultima novità è rappresentata da un nuovo acido ialuronico che utilizza delle micro cannule a punta smussa al posto dell’ago, minimizzando così l’insulto traumatico ai tessuti trattati.
La tecnica di infiltrazione ci permette di ridisegnare bene il contorno labiale con una maggiore definizione di quella zona chiamata “filtro naso-labiale” ed in particolare dell’arco di cupido che costituisce la parte centrale del labbro superiore, e di ripristinare il corretto volume perduto.
In alternativa, specialmente nel caso d’ ipotrofia marcata delle strutture della regione in esame, si può ricorrere al “lipofilling sec. Coleman”, una tecnica innovativa che permette il trasferimento del tessuto adiposo dalle regioni in cui è maggiormente rappresentato (es. addome, fianchi) alle aree volumetricamente deficitarie, per rimodellare i profili. Tale metodica può essere utilizzata anche in patologie che causano atrofie a livello del viso come la SCLERODERMIA
Per maggiori informazioni sugli interventi potete visitare il sito della SICPRE
(Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica).
LASER
I laser che il Dott Raso Mario utilizza sono i seguenti
laser CO2
Il laser CO2 pulsato consiste in un raggio ad anidride carbonica che agisce sul contenuto d’acqua delle cellule, vaporizzandole.
Il bersaglio del laser CO2 è quindi l’'acqua contenuta all’'interno delle cellule, senza danneggiare o ustionare i tessuti circostanti.
I vantaggi del laser CO2 sono rappresentati da un ridotto danno termico, minor sanguinamento, minore infiammazione e miglior cicatrizzazione.
Laser Q Switch
Il laser Q-switched emette impulsi di elevata energia per la rimozione dei tatuaggi mono e multicolore
Il Q-switching è una tecnica per ottenere impulsi laser ultracorti che utilizzano impulsi ultraveloci, dell'ordine dei nanosecondi (cioè milionesimi di secondo) e di potenza elevata.
Solitamente la sorgente è un cristallo e principalmente i laser Q-switched (QS) per la rimozione dei tatuaggi, sono di 4 tipi: QS Nd:Il laser CO2 pulsato consiste in un raggio ad anidride carbonica che agisce sul contenuto d’acqua delle cellule, vaporizzandole.
Il bersaglio del laser CO2 è quindi l’acqua contenuta all’interno delle cellule, senza danneggiare o ustionare i tessuti circostanti.
I vantaggi del laser CO2 sono rappresentati da un ridotto danno termico, minor sanguinamento, minore infiammazione e miglior cicatrizzazione.
YAG doubled (532nm), QS rubino (694nm), QS alexandrite 755nm, QS Nd:YAG (1064nm).
Fotoringiovanimento
Recentemente molti laser ad infrarosso non ablativi sono stati sviluppati per stimolare la crescita di neocollagene e migliorare la tessitura cutanea, senza tempi di convalescenza e senza gli effetti collaterali del laser resurfacing.
La luce pulsata IPL produce un fotoringiovanimento graduale, ma con risultati molto simili a quelli di laser più aggressivi, grazie ad una lieve stimolazione del collagene ed alla successiva creazione di nuovo collagene ed elastina da parte delle cellule ed il tutto senza porpora, macchie né tempi di recupero;
L'IPL elimina le macchie della vecchiaia, le rughe sottili e le teleangectasie, producendo un aspetto più liscio, ed in un solo tempo operatorio viene trattato sia il viso che il decolté.
Non vi è dolore né effetti collaterali, se non una lieve e transitoria sensazione di calore,
Occorre segnalare che spesso è necessario ripetere il trattamento
DERMOCHIRURGIA
-Asportazione di nei, tumori cutanei, lesioni verrucose , cisti sebacee, lipomi
- Correzione di cicatrici antiestetiche o deturpanti
-Laserchirurgia
- Correzione di cicatrici antiestetiche o deturpanti-
Per maggiori informazioni sugli interventi potete visitare il sito della SICPRE
(Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica).